Entrerà in vigore il 24 gennaio 2019 il nuovo DPR F-gas: introdotti il Registro telematico e la Banca dati

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E’ stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 7 del 9 gennaio 2019 il Decreto del Presidente della Repubblica 16 novembre 2018, n. 146 recante “Regolamento di esecuzione del regolamento (UE) n. 517/2014 sui gas fluorurati a effetto serra e che abroga il regolamento (CE) n. 842/2006″.

Il Decreto prevede l’introduzione della Banca Dati gas fluorurati a effetto serra e apparecchiature contenenti gas fluorurati, istituita presso il Ministero dell’ambiente e gestita dalle Camere di commercio competenti, così come il Registro telematico, alla quale dovranno essere comunicate le vendite di F-gas, delle apparecchiature che li contengono e le attività di assistenza, manutenzione, installazione, riparazione e smantellamento delle stesse. Questi adempimenti consentiranno di ‘tracciare’ gli F-Gas e le attività di chi installa impianti che li contengono, contrastando la vendita illegale di F-Gas da parte di operatori non certificati e che svolgono attività irregolari

A chi spetta il compito di smaltire il vecchio condizionatore?

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Hai intenzione di acquistare un nuovo climatizzatore ma ti poni il problema di cosa devi fare con il vecchio apparecchio? Ma soprattutto chi provvede a smaltirlo?

Gli installatori, che provvedono a installare il nuovo climatizzatore dopo aver rimosso l’apparecchio già esistente, sono organizzati per dismettere il prodotto, metterlo in sicurezza e portarlo nei Centri di Raccolta. Questi possono essere collocati all’interno di piazzole di conferimento comunali oppure in strutture organizzate e autorizzate per tale servizio. Il vecchio climatizzatore diventa un rifiuto RAEE (acronimo di Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) e deve essere trattato, una volta confluito in un Centro di Raccolta, nel rispetto di rigidi criteri di sicurezza.

Nel caso in cui si compri autonomamente un apparecchio per la climatizzazione, fermo restante la necessità che venga installato da un operatore professionista (e abilitato secondo le disposizioni vigenti in materia di gas refrigeranti), si può anche decidere di portare autonomamente e gratuitamente quello vecchio a smaltire presso i Centri di Raccolta comunali,  ma bisogna considerare i problemi logistici e il fatto che prima è necessario confinare il refrigerante. Sono pochi i privati cittadini che si occupano di questa operazione da soli. La cosa migliore è affidarsi all’installatore: non ci sono costi per lo smaltimento in quanto per prodotti come i climatizzatori split (fino a 12 kW) è già previsto un contributo dell’utilizzatore sul prezzo di acquisto (chiamato ECR, Ecocontributo RAEE o Visibile fee), che va a finanziare il tutto il processo attraverso i Sistemi collettivi RAEE (Consorzi di produttori).

Manutenzione caldaia: cosa bisogna fare?

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La manutenzione della caldaia a gas è un’operazione di fondamentale importanza sia sul piano della sicurezza che del punto di vista dell’efficienza energetica (caldaie non manutenzionate consumano troppo a parità di comfort ambientale).

I possessori di caldaie sono tenuti ad effettuare, ad intervalli di tempo regolari, dei controlli approfonditi del proprio apparecchio al fine di verificarne la corretta combustione, l’efficienza energetica e la composizione dei fumi, da cui è possibile riscontrare facilmente delle anomalie di funzionamento, che in alcuni casi possono divenire potenzialmente pericolosi.

I controlli periodici sono volti anche all’individuazione di eventuali alterazioni della normale combustione: durante la revisione viene valutata la composizione dei fumi e se dovessero risultare delle anomalie, significherebbe che il processo di combustione non avviene nelle condizioni ottimali.

Quindi volendo riassumere la manutenzione è un intervento che riduce il decadimento delle prestazioni della caldaia e quindi ci aiuta a contenere la spesa per consumi di gas, oltre ovviamente a farci riscaldare con un buon livello di sicurezza.

Il controllo del buon funzionamento della caldaia è prescritto dalla legge, e le modalità con cui deve avvenire variano a seconda del tipo di impianto utilizzato. Per tali operazioni si fa riferimento alle indicazioni riportate nel DPR n. 74 del 2013: questa norma specifica in modo molto chiaro che a verificare lo stato della caldaia e dell’impianto devono essere tecnici specializzati, in possesso della specifica abilitazione.